Bocciata. Una trasferta da dimenticare per la Valenzana, irriconoscibile a Salò con il Feralpi:
“ Avevamo fatto bene a San Giusto col Canavese e a Villacidro, questa volta invece, si è fatto un passo indietro – ammette mister Antonio Pigino – sin dall’inizio abbiamo stentato a mantenere palla a terra, facendo ricordo a lunghi cross che hanno finito con l’avvantaggiare l’avversaria. Il colpo del ko è venuto da quei due gol in quattro minuti, che ci hanno lasciati senza fiato “.
Nella ripresa la squadra è sembrata ripartire: “ Avevo già cambiato De Stefano in cattiva giornata con Lorenzini e ho tolto anche Nitride, che non trovava la posizione, con Manuel Caponi ed è stato un’altra storia – prosegue il tecnico rossoblu – purtroppo, nel nostro momento migliore abbiamo preso il terzo gol e rimontare il triplo svantaggio sarebbe stata davvero un’impresa. Tuttavia, dopo il punto di Stanco, se fosse andato dentro il tiro di Barbieri, salvato sulla linea, sul 3-2 avremmo potuto dire la nostra. Mancavano ancora dieci minuti e nel calcio può sempre accadere l’imprevedibile “. Certo, le prime due reti non sono giunte a caso.
Mattia De Stefano recita il mea culpa: “ Indubbiamente, qualcosa si è sbagliato in fase difensiva ma sono stati bravi loro a trasformare in gol gli unici tiri indirizzati nella nostra porta. In particolare quel Graziani è stato un incubo e qualcuno l’ha paragonato al mitico centravanti del Torino, che faceva coppia con Pulici negli Anni 70 “.
Anche Andrea Caponi non ha ripetuto la bella prova di domenica scorsa con la Pro Sesto: “ Non c’erano le condizioni, tutta la squadra appariva sottotono e i due gol ci hanno tolto morale e voglia – sbotta il giocatore – nell’intervallo, il coach ci ha ricaricati ma i padroni di casa sono stati incredibilmente fortunati e ci hanno infilato ancora. A questo punto la nostra è apparsa una reazione disperata, anche se ci siamo andati vicino al 3-2 con Barbieri e Fusco. Dobbiamo metterci in testa che occorre essere più concreti per ottenere risultati e domenica prossima col Carpendolo dovremo dimostrarlo “.
Rodolfo Castellaro