IL PICCOLO Serao e Lorusso a rischio. Intanto, l’1-0 di Savona regala il pass in Coppa
Riparte il campionato, e in casa Vale, purtroppo, tornano anche i ‘vecchi’ problemi: esattamente come nella passata stagione, infatti, acciacchi e guai fisici vanno a colpire in blocco le pedine di uno stesso reparto, creando non pochi grattacapi al mister in fase di scelta. Stavolta, in vista della ‘pri - ma’ di Lecco, le preoccupazioni arrivano dal pacchetto arretrato, dove Lorusso è fermo da lunedì per una distorsione alla caviglia e lo stesso Serao è uscito dal campo anzitempo, mercoledì, nel match di Coppa per un leggero affaticamento muscolare. «Almeno recuperiamo Forino e Manfredi - analizza Roberto Rossi - e qualcosa ci inventeremo. La cosa che più mi interessa sarà vedere in che modo il gruppo affronterà il debutto: per tanti elementi sarà la prima volta tra i professionisti, ma mi aspetto maturità e concentrazione e la giusta dose di tensione. Senza esagerare, però, perchè altrimenti ti blocca, come già ci è accaduto nella prima sfida di Coppa Italia».
L’avversario da affrontare, tra l’altro, non è dei più facili. E con una difesa forse in emergenza, Temelin fa un po’ più paura. «Il Lecco è forte e quadrato, ma noi stiamo vivendo un buon momento, e la qualificazione al secondo turno della manifestazione tricolore lo testimonia ». Chiazzolino è recuperato? «Sì - ribatte il tecnico - Non avrà probabilmente i 90’ nelle gambe, un po’ perchè è arrivato dopo e un po’ per il guaio fisico che l’ha fermato per qualche giorno, ma in mezzo ci potrà sicuramente dare una mano importante ».
Alberto Omodeo, intanto, si conferma ‘talent scout’ di allenatori: dopo i contatti (poi sfumati) con Allegri e Bisoli, ecco l’arrivo di Devis Mangia (due stagioni fa sulla panchina rossoblù) in serie A, alla guida del Palermo: «Allenatore bravissimo, sapevo che sarebbe arrivato - conferma il patron - Qui è rimasto un anno e ha fatto benissimo poi - sorride - non ci sopportavamo più... Ma siamo rimasti in contatto, tanto che l’ho chiamato l’altra sera per fargli il mio ‘in bocca al lupo’». Un augurio che giriamo alla sua Vale, ormai pronta al debutto: «Sarà un’annata molto dura, secondo me più degli altri anni. Ma noi rimaniamo fedeli alla filosofia dei giovani, che finora ha sempre pagato: basti pensare che altri pagano un paio di giocatori con la somma che qui si adopera per coprire i costi di un’intera stagione...».
Tornando alla partita di Coppa, il colpaccio di Savona porta la firma di Montanari, a segno con un colpo di testa a inizio ripresa. Il successo, come detto, regala agli orafi il passaggio del turno insieme al Cuneo. «È stata una buona prova - commenta ancora Rossi - I ragazzi mi sono piaciuti specialmente nella seconda parte, perchè forse nella prima, guardando come il Savona è stato schierato, ovvero con un undici estremamente giovane, addirittura più di noi, l’ab - biamo forse presa sottogamba. Dopo l’intervallo, al contrario, ci siamo ripresi, siamo passati in vantaggio e avremmo potuto arrotondare ulteriormente il punteggio con Alteri. Credo che il passaggio del turno sia ampiamente meritato».
Infine, si chiamano Jacopo Concina e Alessio Margaglio gli ultimi due ‘colpacci’ per il settore giovanile guidato da Renato Domeneghetti. Dopo gli otto giocatori ceduti nel mese di luglio a club di serie A e B, il vivaio orafo torna a far parlare di sè con il passaggio di Concina (1994) alla Primavera del Novara e di Margaglio (1996) agli Allievi nazionali del Parma. Alla fine, come dice sempre il patron, la linea verde paga...
Marcello Feola
Il pericolo? È Temelin
Grande fiducia in casa Lecco dopo il passaggio del turno in Coppa Italia. Mister Alfredo Magni, però, alza la guardia e avverte i suoi in vista del debutto in campionato contro la Vale: «Dobbiamo rischiare meno nella fase difensiva. Temelin, là davanti, non è al cento per cento, ma sa far salire la squadra e vede la porta come pochi.
E in più c’è un certo Fabbro. Riguardo agli altri, Rebecchi ha già una buona condizione, con grinta e voglia è una pedina importante, come altri 7-8 del gruppo. Cosa dirò ai miei? Cerchiamo di essere umili, concentrati e grintosi: solo così riusciremo a ottenere qualcosa di importante ».
(M.F.)